Sito web professionale, pagina facebook, o entrambi?

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Gestione sito web
17 Settembre 2019

Il social network nella strategia di marketing.

E’ ormai noto a tutti che avere una pagina Facebook è semplice, e soprattutto (apparentemente) gratis.

Per molti imprenditori Facebook è apparso come l’eldorado, pensando di poter promuovere il proprio business senza dover sostenere l’investimento in un sito web.

Una pagina Facebook aziendale offre oggi praticamente tutto il necessario per mostrare la propria  attività: foto, video, eventi, pubblicità mirata, applicazioni e molto altro!

A differenza di quanto molti pensano, una pagina Facebook, tuttavia, non sostituisce un sito web professionale per molteplici motivi.

Innanzitutto, ricorrere solo alla impersonale pagina di una community per comunicare e rappresentare la propria azienda, lascia trasparire una scarsa attenzione da parte dell’imprenditore, che sfrutta solo canali gratuiti e che non investe quindi in alcun modo nello sviluppo della propria immagine aziendale.

Tra l’altro, è sbagliato considerare Facebook come uno strumento gratuito. Infatti, per poter ottenere dei risultati reali, un qualsiasi tipo di business occorre dedicare diverse ore di tempo in strategie di social media marketing, con una pianificazione ed un’analisi dettagliata per cui ormai la gestione delle fanpage aziendali viene affidata a delle Web Agency o ad un Social Media Manager professionista con i costi che ne conseguono, ricorrendo spesso a soluzioni, anch’esse a pagamento, come ad esempio Facebook Ads.

Sfatato il mito del gratis, occorre poi considerare gli aspetti legati alla proprietà della piattaforma e dei contenuti.

Facebook è una piattaforma di terze parti, non di proprietà, ed i contenuti sono quindi soggetti ad un diritto di censura e di rimozione da parte del Social Network, e nei casi peggiori, il Social Network può anche avvalersi del diritto di bloccare temporaneamente oppure di chiudere definitivamente la  Fanpage aziendale, perdendo così tutto il lavoro svolto fin ad allora.

Un altro grosso limite delle pagine aziendali di Facebook è l’impossibilità di personalizzarne il layout grafico.

Non è infatti possibile andare oltre i modelli di base offerti per personalizzare la pagina, la quale rimane inevitabilmente vincolata alla struttura ed alla grafica della piattaforma, limitando così fortemente la Brand Identity della tua azienda e la possibilità di differenziarti dai tuoi competitor.

Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda poi l’indicizzazione ed il posizionamento dei contenuti sui motori di ricerca, fondamentali per la visibilità di qualsiasi attività su internet e per raggiungere sempre nuovi contatti e clienti.

Infatti, nonostante i contenuti che vengono pubblicati nella pagina aziendale Facebook, se pubblici, siano indicizzati sui motori di ricerca, essi non risultano tra i migliori risultati.

Effettuando delle ricerche per keywords, come ad esempio Ristorante a Roma, oppure Hotel a Milano, noterai che per nessuna di queste tra i risultati di ricerca comparirà una pagina di Facebook ben posizionata.

Tutto ciò, senza contare cosa accadrebbe se Facebook e tutto il mondo dei social network dovessero perdere il proprio fascino e la gente, come spesso accade, prima o poi stancarsi del loro utilizzo.

Nonostante i dati dimostrino un alto popolamento del Social Network, occorre cogliere i segnali che indicano una inversione di trend.

Alcune ricerche hanno confermato un rallentamento (con 3 milioni di utenti giornalieri persi in Europa) anche in Italia. Soprattutto il pubblico più giovane lo sta abbandonando: gli adolescenti sono calati del 40%. E solo nella fascia tra i 13 e i 29 anni ha perso 2 milioni di iscritti, attratti da alternative come Snapchat e Instagram. A reggere è il pubblico più maturo. (Fonte: searchadvertising.it)

Anche dalle aziende vengono i primi segnali di abbandono.

Da giugno UniCredit ha abbandonato Facebook e le sue controllate Messenger e Instagram per «valorizzare i canali digitali proprietari» come si legge nel comunicato ufficiale (Fonte: ilsole24ore)

Poco prima, ad aprile, anche LushUK, noto brand di cosmetici bio  ha preso la decisione di chiudere alcuni dei suoi canali social per tornare all’interazione diretta tra produttore e cliente: : «Siamo stanchi di combattere con gli algoritmi e non vogliamo pagare per stare nella vostra newsfeed» (fonte: ildigitale.it).

In conclusione, è evidente che Facebook da solo non basta, ed i social media più in generale, possono ancora costituire ottimi strumenti di marketing per la promozione di una attività on-line, solo se inseriti in una strategia di marketing più generale che punti a valorizzare il Brand ed a garantire adeguata visibilità sui motori di ricerca attraverso campagne SEO ben concepite, in cui il sito internet deve rappresentare il fulcro di tutte queste attività.

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